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CLIMBERS OF THE SKY



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Andrea De Nardin

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Resoconto della serata sul Giau:


IL CIELO ESTIVO DAL PASSO GIAU di Claudio Pra

 Il 2004 non sarà certo ricordato come un anno favorevole per l’osservazione del cielo. Almeno fin quì. Le nuvole sono quasi sempre protagoniste e in ogni caso le condizioni di trasparenza raramente permettono la visione soddisfacente della volta celeste. La riprova, se mai ce ne fosse bisogno, l’abbiamo avuta nella serata di venerdì 13 agosto, data scelta da tempo dall’associazione per un appuntamento pubblico sul passo Giau dedicato all’osservazione delle costellazioni e degli oggetti principali del cielo estivo. Tra rarissimi squarci di sereno e molte nuvole nere, io, Alvise Tomaselli e Andrea Cibien, responsabili della “missione”, siamo saliti lo stesso sul passo, confidando in un miracolo dell’ultimo minuto che non c’è stato. Anzi, le condizioni sono via via peggiorate riservandoci prima un nebbione autunnale e poi pioggia fitta con il contorno di una temperatura non certo estiva . Qualche altro temerario ci ha raggiunti, constatando con noi che non c’era niente da fare. Anzi si, una cosa sola; raggiungere il primo rifugio per berci un grappino anti-freddo.

 Ci eravamo premurati, nel caso la serata fosse saltata, di spostare tutto al giorno dopo e così è stato. Partiti con l’ennesimo cielo piuttosto affollato di nubi, arrivati a destinazione lo scoramento ha preso il sopravvento. Il cielo era completamente coperto. C’era un gran vento e faceva molto freddo. Niente da fare!

E invece no! In mezz’ora il vento ha spazzato le nubi e l’azzurro ha preso il sopravvento. Abbiamo così montato velocemente gli strumenti. Intanto ci hanno raggiunti tre amici di La valle, presenti anche la sera prima. Papà, mamma e figlioletto. Il bambino è appassionatissimo e non ha voluto mancare. E’ Arrivato anche qualcun altro. Dolores ad esempio, sempre presente alle nostre iniziative e anche Mirco, associato alpagotto. Ha fatto più di due ore di macchina per venire quassù e altrettanto ha fatto ieri sera per niente. Ma un astrofilo appassionato come lui fa questo e altro. Ha portato il suo strumento così sono tre i telescopi a disposizione. Alla fine i presenti sono una decina circa. Peccato! Per chi non c’era si intende. Appuntamenti come questo sarà difficile organizzarli prima della prossima estate. In settembre quassù, il clima è già rigido la sera e sicuramente, a parte i più motivati, moltissimi rinuncerebbero. Si poteva scegliere un luogo più comodo, dirà qualcuno. Gli oggetti che abbiamo scelto di guardare però, sono molto deboli ed elusivi e vanno osservati da un luogo molto buio come un passo dolomitico. Poi bisogna tenere conto dell’orizzonte molto ampio di questo luogo e infine il fascino di essere immersi in uno scenario mozzafiato.

 Con il nuovissimo puntatore laser abbiamo cominciato ad indicare ai presenti le costellazioni visibili. Il fascio potente di luce verde brillante sembrava toccare le stelle indicate. Poi ci siamo trasferiti al telescopio passando in rassegna nebulose, ammassi di stelle, stelle morenti immerse nella loro nuvoletta (le nebulose planetarie), galassie, due comete. Abbiamo visto anche moltissime meteore (stelle cadenti), le lacrime di S. Lorenzo in questo caso in ritardo sui tempi che la tivù vorrebbe assegnare loro. La via lattea era evidentissima e sembrava confondersi per brillantezza con le delle residue nubi biancastre in cielo. Verso mezzanotte siamo rimasti solo io, Mirco e Alvise. Il programma da lì in avanti cambiava. Chi non ha mai messo occhio al telescopio o lo ha fatto in rare occasioni non avrebbe mai potuto apprezzare gli oggetti molto difficili che avremmo puntato ora. Il tour in cielo ci ha riservato emozioni indescrivibili. Il “velo del Cigno”, antica testimonianza dell’esplosione di una stella. Il “quintetto di Stephan”, un gruppo di debolissime galassie molto famose. Urano e molto altro. Verso le due e mezza Alvise è andato via. Invece Solo l’approssimarsi dell’alba ha convinto Mirco e il sottoscritto a “sbaraccare”. Non prima di aver visto un fantastico Venere (che all’inizio abbiamo scambiato per un faro acceso sulla cima del passo) brillare in maniera incredibile. Non lontano Saturno molto meno luminoso. Entrambi nei gemelli. Dalla cima del Giau, alle cinque, un ultima occhiata alle luci dell’alba, a Orione e all’Orsa Maggiore, che a inizio serata era ancora abbastanza alta in cielo e ora è invece molto bassa. Un'altra pagina che resterà impressa nella mia memoria di astrofilo. Grazie a tutti i partecipanti.        

                                                                                                                                        Claudio Pra

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