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CLIMBERS OF THE SKY



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Andrea De Nardin

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Resoconto del transito di venere:


Di Claudio Pra

La sveglia suona alle 5.00 in punto. Il grande giorno è arrivato! Con l’ amico Alvise abbiamo deciso di situare la postazione osservativa iniziale sul passo Giu, sopra Cortina, a oltre duemila metri. Dalle nostre valli il Sole rimane nascosto dalle vette fino a dopo il primo contatto. Scenderemo poi a valle per portare i telescopi tra la gente nell’ ambito di un’ osservazione pubblica che la nostra associazione ha organizzato per l’ evento. Mi affaccio dal solaio e scorgo una splendida Luna vicina all’ ultimo quarto. Il cielo è sereno solcato soltanto da qualche innocuo cirro.  Portando in macchina l’ attrezzatura penso a De Lalande, l’ antico sfortunatissimo astronomo ormai diventatomi famigliare, che si alzò quel giorno di tanti anni trovando il cielo pieno di nuvole. Sarebbe stato un dramma per me che non mi devo muovere praticamente da casa, figuriamoci cosa deve aver provato lui, in esilio volontario, che si vedeva sfuggire Venere sul Sole per la seconda volta senza possibilità di ulteriori repliche. Faccio colazione e via. Trovo Alvise al posto stabilito. Carichiamo tutto sulla sua macchina e ci avviamo verso il passo. Arrivati, troviamo ancora almeno mezzo metro di neve. Lo scenario è fantastico. Prepariamo tutto. Non sono ancora le sette. Arriva anche un amica che, pur dovendo lavorare, non ha voluto mancare alle prime fasi del fenomeno. Si avvicina il momento. Io userò un rifrattore 80/400 con una lente di barlow 2x e oculare super plossl da 9,7 che mi dà 82x. L’ occhio è ora fisso sull’ oculare e su quel punto dove Venere entrerà sul disco. Lo scorgo appena più in basso di dove me lo aspettavo. Ho perso qualche secondo. Il mio orologio segna le 7.20’39”. Niente aloni né luminosità strane né prima del contatto né ora con il disco in entrata. Alle 7.32 provo a guardare a occhio nudo (con il filtro naturalmente) e vedo bene il disco solare intaccato dal pianeta che è entrato circa per metà. Ma allora è facile distinguerlo a occhio nudo! Alle 7.38’32” valuto che sia avvenuto il secondo contatto. Appena un’ accenno dell’ effetto goccia, ma l’ impressione è che il disco si stacchi in modo piuttosto pulito  dal Sole. Infatti Appena dopo che è entrato tutto si distingue un filino di luce che separa il pianeta dal lembo. Cambio oculare e osservo con un super plossl da 20 abbinato alla lente di barlow che mi dà 40x. Mi pare di vedere una macchia estesa centrale appena meno scura dei bordi di Venere. Anche Alvise conferma, ma credo proprio sia un effetto ottico. Sul sole si nota soltanto qualche macchiolina davvero minuscola. A occhio nudo Venere è evidentissimo. Facilissimo da vedere. Lo confermano i miei due amici. Un po’ prima delle 9.00 sbaracchiamo. Destinazione Cencenighe Agordino più a valle. Arrivati alle dieci meno venti rimontiamo tutto. Troviamo un terzo amico che ha portato un telescopio. Subito arriva gente. Abbiamo organizzato un’ osservazione pubblica dalle 10.00 alle 13.00 (tenendoci liberi per le fasi iniziali e finali). Man mano la folla aumenta e arrivano altri membri dell’ associazione a darci una mano. Arrivani i bambini e i ragazzi delle scuole, gente interessata e curiosi Tutti sono entusiasti e rapiti da quel puntone nero. Tutti (salvo pochissime eccezioni) distinguono Venere a occhio nudo. Al binocolo 7x50 è evidentissimo. Sul mio strumento uso un filtro in mylar. Alvise ne usa uno in astrosolar che pare fare Venere ancora più scuro. Verso le 13.00 siamo rimasti in pochi. Ormai vicino al terzo contatto noto evidente l’ effetto goccia come un allargamento scuro che congiunge il pianeta al lembo. Terzo contatto 13.05.24. Osservo a 82x. Un paio di minuti dopo Alvise mi chiama per chiedermi se vedo illuminati i bordi di Venere già usciti dal Sole. Con il mio strumentino non vedo niente. Vado al suo S.C. da 200/2000 diaframmato a metà. In effetti si nota il cerchio di venere chiudersi con la parte interna al Sole naturalmente scura e l’ esterna illuminata al bordo di una luce tenue.

 

(Immagine che raffigura l'atmosfera di Venere durante l'uscita dal disco solare)

 

Alle 13.07’38” l’ illuminazione riguarda metà della parte esterna al Sole. L’ altra metà è scomparsa. Alle 13.15’ l’ effetto è appena percepibile poi scompare. Alle 13.18’ noto ancora un’ intaccatura sul Sole a occhio nudo. Alle 13.23’24” l’ ultimo contatto difficile da stimare anche per il seeing non buono. Osservo ancora per qualche minuto ma non noto più niente di strano. Tutto si è consumato. Ringrazio Dio per aver potuto vedere un simile evento della cui portata mi renderò conto magari fra un po’ di tempo. Ora sono troppo frastornato. Mi fa impressione pensare di aver potuto osservare un simile fenomeno finora riservato ad astronomi affermati e di averlo portato fra la gente. In conclusione una domanda mi frulla nella testa. Venere a occhio nudo è visibile facilissimamente. Addirittura l’ ho scorto fino a cinque minuti prima dell’ ultimo contatto, quindi di dimensioni ridottissime. Come è possibile che le antiche osservazioni non riportino niente a proposito della facilità di discernerlo?

                                   Claudio Pra

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