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CLIMBERS OF THE SKY



Web Master:

Andrea De Nardin

andrasy94@gmail.com

 

 

 

 

NEWS 2008:

Tramonto con Venere e Giove

In questo periodo, subito dopo il tramonto è possibile scorgere ad ovest due astri molto luminosi: Venere e Giove.

 

Venere e Giove nel crepuscolo vicino a Cima Pape;

nella prima foto da Avoscan e nelle foto seguenti dai Piani di Pezzè

 

Foto: Cibien Andrea

 


 

IMPERDIBILE! LUNEDI' PRIMO DICEMBRE LA LUNA OCCULTA VENERE A DUE PASSI DA GIOVE

 

Lunedì primo dicembre, nubi permettendo, con la comparsa delle prime tenebre il cielo si trasformerà in un grande palcoscenico celeste, regalandoci un grandioso e suggestivo spettacolo accessibile facilmente anche a chi non possiede strumenti. Protagonisti saranno tre degli oggetti più facilmente identificabili, vale a dire la Luna, ridotta a una sottilissima falce e i brillantissimi pianeti Venere e Giove. Il terzetto sarà quasi a contatto, immerso nelle luci del tramonto e l'effetto scenico non potrà non lasciare senza fiato. In realtà l'avvicinamento è solo prospettico viste le diverse distanze in gioco.

Non bastasse questo, verso le 17.10 la Luna, nel suo lento spostamento verso est, "inghiottirà" Venere dal lato in ombra. In sostanza il nostro satellite naturale, molto più vicino alla Terra, passerà tra noi e il pianeta, occultandolo. Venere ricomparirà dal lato opposto, quello illuminato, più di un ora dopo, verso le 18.25. Questo momento sarà maggiormente apprezzabile se ci si aiuta con almeno un piccolo binocolo.

Se l'inizio dell'occultazione coglierà gli oggetti ancora non troppo bassi nel cielo, per seguire la fine del fenomeno occorrerà un orizzonte piuttosto ampio verso ovest.

Varrà comunque la pena trovare un luogo ideale dove stare un paio d'ore sotto il cielo per seguire quello che molto tempo fa, i nostri antichissimi antenati avrebbero definito un prodigio di qualche divinità e che noi oggi possiamo rileggere come un regalo celeste a chi ancora volge lo sguardo all'insù.

 

 CLICCA QUI PER VEDERE LE IMMAGINI DELL' OCCULTAZIONE

Claudio Pra


24/11/08

Tramonto con Venere e Giove

In questo periodo, subito dopo il tramonto è possibile scorgere ad ovest due astri molto luminosi: Venere e Giove.

 Venere è il terzo oggetto più brillante nel cielo, dopo il Sole e la Luna mentre Giove è il quarto.

Foto: Alvise Tomaselli


SABATO 25 OTTOBRE GIORNATA NAZIONALE SULL’INQUINAMENTO LUMINOSO

LE STELLE NEGATE

di Claudio Pra

“C’ era una volta il cielo stellato”. Sembra l’inizio di una favola che purtroppo però non è a lieto fine. La si potrebbe raccontare ormai a un sacco di bambini che vivono nel perenne chiarore, provocato in maniera naturale dal Sole di giorno e poi, scesa la notte, da un altro sole, questo artificiale, creato dal soffocante, aggressivo, eccessivo e dispendioso illuminare dell’uomo moderno. L’inquinamento luminoso, purtroppo ben sopportato da quasi tutti, sta ormai portandosi via il cielo stellato che è, alla pari di tutte le altre bellezze della natura, un patrimonio che deve essere tutelato perché unica finestra sull’universo in cui viviamo.

Il problema è dilagante e in continuo aumento. Anche nei paesini montani si comincia a sentirlo (per città e cittadine le stelle sono ormai un ricordo). Per fortuna esistono ancora delle oasi accessibili, come qualche valico dolomitico o qualche sperduta valle dove il contatto con il cielo ha ancora tutto il suo fascino. Un amico mi confidò tempo fa di essersi fermato per una sosta, di ritorno da un viaggio, in un luogo isolato e privo di fonti luminose. Ebbene, rimase colpito, quasi turbato, alla vista di un infinità di puntini luminosi, tanti quanti non ne aveva mai visti. Succede a chi è ormai costantemente immerso nel perenne chiarore. Essendo divulgatore al planetario di S. Tomaso, osservo lo stesso effetto nei turisti che partecipano alle serate al momento di far tramontare il Sole e far comparire le stelle.  Sempre più si va diffondendo l’idea che illuminare è bello e utile e in moltissimi casi, gli impianti di illuminazione diffondono luce ovunque, anche verso l’alto, anziché direzionare il fascio dove serve. Immaginate che disastro possono fare centinaia di fari e lampioni mal direzionati (l’effetto non si limita ai dintorni ma la luce si diffonde e disturba per chilometri) e immaginate quanti soldi sprecati, perché la inutile luce che va a cancellare le stelle grava poi sulla bolletta energetica che ci ritroviamo a pagare. Così chi non è attratto dal cielo trova comunque il motivo per riflettere. In questa situazione generalizzata, dove le leggi sono ancora degli intenti e comunque non vengono rispettate, dove gli impianti a norma e i correttivi ci sarebbero ma raramente vengono presi in considerazione, la lotta di chi ama il cielo stellato è disperata. Ai comuni cittadini si chiede di spegnere anche il led del televisore per risparmiare energia e poi i lampioni, i fari ecc. crescono come funghi in estate. La giornata nazionale sull’inquinamento luminoso serve per ricordare a tutti questa problematica che con un minimo di attenzione, sensibilità, buona volontà e intelligenza potrebbe essere contenuta. L’uomo scruta da millenni il cielo stellato, studiandolo, cercando ispirazione e serenità, ponendosi domande esistenziali, perdendosi in quell’infinito brulicare di piccoli puntini luminosi. Tra le tante nefandezze della nostra epoca speriamo di non essere ricordati anche per quelli che calarono il sipario sulle stelle, un sipario costatoci tra l’altro molti soldi.


LUCE ZODIACALE

Settembre è uno dei due momenti dell' anno favorevoli per osservare e fotografare la luce zodiacale, quel fenomeno causato da polveri e materiale interplanetario concentrato soprattutto nella parte più interna del sistema solare che noi osserviamo lungo l'eclittica. Essa si manifesta sotto forma di una debole luminescenza a forma triangolare che si diparte dall'orizzonte per 30-40°. E' visibile nelle migliori condizioni negli istanti che precedono l'inizio o la fine della notte astronomica anche se può essere osservata per circa tre ore dopo il tramonto del Sole a ovest (miglior momento intorno all' equinozio di primavera) o prima del suo sorgere a est ( miglior momento intorno all'equinozio d' autunno). Questo è il momento favorevole per vederla all'alba dunque e durerà per un pò. L'osservazione va compiuta naturalmente a occhio nudo sotto cieli cristallini e senza disturbo lunare, con l'orizzonte molto aperto. La luce zodiacale dovrebbe assomigliare in quanto a luminosità a zone della Via Lattea non particolarmente luminose. Osservandola oggi verso le 4.30 la troveremo nella costellazione del Cancro ma chiaramente la sua posizione muta visto che segue il Sole. A 180° dal Sole si manifesta un altra macchia biancastra sbiadita chiamata gegenschein, molto più limitata in dimensioni (6x10°). La sua natura è la stessa della luce zodiacale. Un ponte di luce appena accennato collega luce zodiacale e gegenschein che, sempre ad oggi alle 4.30, si trova si trova nell'Aquario. Per quest' ultimo però, le condizioni più favorevoli per evidenziarlo vengono raggiunte in dicembre.


POLVERI LUCENTI

di Claudio Pra

Zaino in spalla, comincia l’ascesa al Bivacco Bontadini, sul monte Mesola, proprio di fronte alla regina delle Dolomiti, la Marmolada. Sono le 3.00…ma per portarmi sul Passo Fedaia in macchina ho dovuto alzarmi all’ 1.45. La pila frontale squarcia il buio assoluto, allentato appena dal chiarore delle stelle. Sono tantissime, da perdersi e la Via Lattea è talmente evidente da sembrare quella finta del software astronomico. Man mano che procedo mi dico fra me e me: “ti no tes tut giust” . Tradotto equivale a un “tu sei matto”. In effetti chi capirebbe uno che si alza a quelle ore per andare su per i monti al buio a cercare di vedere un fenomeno chiamato luce zodiacale? Spero voi… La marcia dura una cinquantina di minuti e dopo aver superato il rifugio Padon (chiuso) mi arrampico per delle roccette fino al bivacco. Qui termina la famosa ferrata delle trincee che percorre pareti vulcaniche. Molte le gallerie risalenti alla prima guerra mondiale. Un cannone ormai arrugginito, appena sotto, conferma che questi sono posti dove molti anni fa non c’era spazio per le stelle ma solo per combattimenti crudeli. Non fa troppo freddo ma a 2550 metri a fine settembre non si suda. Aperta la porta del bivacco entro e apro lo zaino appoggiando poi sul tavolo tutto ciò di cui ho bisogno. Spengo la pila frontale e accendo quella rossa, da osservazioni. Uscito, cerco verso est il Leone, non ancora sorto completamente. Man mano l’occhio si adatta al buio. Allo zenith la magnitudine limite a occhio nudo supera sicuramente la sesta. Nelle Pleiadi scorgo una stellina che poi scoprirò di mag. 6,47!!! M 33, la Grande galassia del Triangolo,sempre a occhio nudo, è relativamente facile. Che cielo! Ma sono qui per la luce zodiacale e allora cerchiamola. Senza averla mai vista ci vuole un po’ per notarla ma poi non può passare inosservata e man mano diviene evidente (almeno all’occhio di un astrofilo). Sembra il fascio molto attenuato di un faro posto dietro le montagne, molto allargato all’ orizzonte e più stretto man mano che aumenta in altezza. Lo spettacolo della polvere interplanetaria illuminata dal Sole. Si estende per una quarantina di gradi, forse di più, da sotto Regolo fino almeno a M 44, il Presepe. Non distante, a destra, la Via Lattea invernale è ben rilevabile. Ecco, la luce zodiacale è molto diversa se confrontata ad essa. Più tenue eppure evidente, assolutamente di nessun disturbo per la brillantezza di stelle o oggetti diffusi. Infatti M 44 affogato dentro è rilevabile in tutto il suo splendore di nuvoletta diffusa. Provo anche a osservare il Gegenschein. Si trova nei Pesci in una zona molto buia e povera di stelle. La zona è ormai bassa però e le condizioni non ottimali per evidenziare un fenomeno molto più difficile della luce zodiacale. Infatti non riesco a vedere nulla. Pazienza, ci sarà tempo in dicembre per tentare, quando le condizioni saranno migliori. Ogni tanto rientro per un corroborante bicchiere di thè caldo versato dal thermos. Le prime luci dell’alba non cancellano la luce zodiacale che ora investe Saturno sorto da poco. Poi il contrasto man mano diminuisce. Fine dello spettacolo celeste. Anzi no! Ora colpiscono i colori dell’alba che contrastano con le montagne scure laggiù all’orizonte. Davanti a me otto vette di oltre 3000 metri. Le ho salite tutte, forse inconsciamente per avvicinarmi al cielo. E’ ora di andare!


Perseidi 2008

Dopo la mezzanotte del 12 e 13 agosto si potranno osservare in buon numero le famose lacrime di S. Lorenzo, le Perseidi, tradizionale pioggia di meteore, forse la più famosa, provocata dall’entrata in atmosfera di piccoli e medi frammenti rilasciati dalla cometa Swift-Tuttle . La Terra nel corso della sua orbita incontra annualmente questi frammenti e questo da luogo a scie più o meno luminose, alcune molto luminose, quando attraversano l’atmosfera incendiandosi per attrito. Ricostruendo le traiettorie, esse portano a farle provenire tutte dal medesimo punto (radiante) posto nella costellazione del Perseo  (cartina 1 in allegato).

 

 

Il 16 agosto, dopo l’eclisse parziale di Sole del primo agosto, si verificherà un eclisse parziale di Luna a orario piuttosto comodo. Tralasciando le fasi di penombra, poco appariscenti, l’entrata dell’ombra terrestre sul dico lunare avverrà alle 21.34. Per il massimo dell’eclisse, con il disco oscurato per circa l’80%, bisognerà aspettare le 23.10 mentre l’uscita dell’ombra si avrà alle 00.45. Le prime fasi coglieranno il nostro satellite naturale basso in cielo verso sud-est. Il massimo avverrà con la Luna che si sarà alzata notevolmente anche se apparirà sempre piuttosto bassa verso sud. L’ uscita dell’ombra si verificherà quasi in concomitanza con il passaggio al meridiano e quindi nel punto più alto in cui la Luna si sarà alzata in quella notte quando si troverà nella costellazione australe del Capricorno. Interessante provare a rintracciare, anche solo con un piccolo binocolo, nel momento di massimo oscuramento, il pianeta Nettuno visibile come una debole stellina di ottava magnitudine, distante appena 1,5° a ovest  (cartina 2 in allegato).  

Claudio Pra


opposizione di giove luglio 2008

Giove: il giorno 9 il pianeta sarà in opposizione al Sole, dominando con il suo splendore queste notti d’estate. Al tramonto del Sole corrisponderà il sorgere di Giove, che apparirà a Sud- Est, per poi culminare nel cielo meridionale nelle ore centrali della notte. Giove si trova nella costellazione del Sagittario.

Giove è il quinto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole, ed è di gran lunga il più massiccio. Il suo campo gravitazionale gioca un ruolo fondamentale nella determinazione delle orbite degli altri pianeti e corpi minori (soprattutto comete e asteroidi) del sistema solare; la sua massa è circa due volte e mezza la massa di tutti gli altri pianeti messi assieme.

Giove è un pianeta particolarmente affascinante da osservare al telescopio. Esso presenta formazioni atmosferiche facilmente visibili, note come bande e zone, le prime scure e le seconde chiare. Ad una visione approfondita è possibile vedere che esse non sono semplicemente parallele tra di loro, ma che si presentano come strutture frastagliate ricche di vortici, come la Grande Macchia Rossa: un ciclone stabile, grande 2,5 volte la Terra, che si sposta longitudinalmente di circa un metro al secondo.

Spesso è possibile osservare il transito dei satelliti galileiani del pianeta, che proiettano la propria ombra sul disco gioviano.


 

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Serata ossevativa 15 maggio 2008

Foto serata osservativa

Mercoledì 14 maggio Cencenighe è stato punto privilegiato nell’osservazione di una piccola parte del sistema solare. Grazie infatti ai telescopi dell’Associazione Astrofili Agordini “Cieli Dolomitici” ben più di un centinaio di persone ha potuto “visitare” la Luna appena oltre il primo quarto, che metteva in particolare evidenza il grande cratere Copernico largo un centinaio di chilometri. Dalle centinaia di migliaia di chilometri del nostro satellite ci si è potuti poi spostare a oltre un miliardo di chilometri andando a fare visita a Saturno, il pianeta inanellato con a fianco in bella vista il satellite Titano, dove sonde automatiche cercano primitive forme di vita.

I commenti entusiasti alla vista di quelle meraviglie celesti, di quei mondi così diversi da quello che conosciamo, si sono sprecati.

Per una sera si è tornati così a una pratica antichissima; l’osservazione del cielo stellato, quasi dimenticata ai giorni nostri eppure così ricca di fascino, emozione, interesse e serenità.

La speranza degli astrofili organizzatori è che i presenti all’evento, tra cui moltissimi bambini, non dimentichino di tanto in tanto di alzare gli occhi verso l’alto, verso quei territori infiniti di cui la Terra fa parte e dove è inserita come un semplice granello di polvere.

Senza strumenti o magari con un semplice piccolo binocolo usato sotto un cielo buio, risparmiato dall’inutile bombardamento luminoso della moderna civiltà, si accederà a un universo incredibile e brulicante di fenomeni e oggetti celesti.

“Cieli Dolomitici” porta avanti da ormai diversi anni un programma di diffusione e divulgazione dell’astronomia a livello base, alla portata di tutti. Dalle serate divulgative al planetario a quelle in giro per i vari paesi dell’ Agordino.

Claudio Pra

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Un ringraziamento a Claudio Pra ideatore ed organizzatore della serata

e ad Avoscan Tomaso, Cibien Andrea, De Nardin Vittorio, Nadalet Mirco e Tomaselli Alvise per la partecipazione e l'impegno profusi nella riuscita della serata.

 


Inquinamento Luminoso

Un bel servizio video RAI su Astronomia e Inquinamento Luminoso. Trasmesso nella rubrica "Ambiente Italia" il 12 aprile scorso.

   » Riproduci Video

 


 

15/02/2008
TERNA: M'ILLUMINO DI MENO SPEGNE 400 MEGAWATT

Roma, 15 febbraio 2008 - Nel pomeriggio di oggi, alle ore 18.00 in concomitanza con l'avvio dell'iniziativa "M'illumino di meno" del programma Radio Rai Caterpillar, TERNA, la società responsabile della trasmissione e del dispacciamento dell'energia elettrica a livello nazionale, ha rilevato una riduzione istantanea del fabbisogno di energia elettrica dell'ordine di 400 Megawatt equivalente al consumo di circa 7 milioni di lampadine.


Il valore è superiore di 100 Megawatt rispetto al risparmio energetico registrato nell'edizione del 2007

 


 


 

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