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Web Master: Andrea Cibien
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COL DI LANAdi Claudio Prà
Partiamo in macchina con l’intento di effettuare un escursione poco impegnativa, di allenamento, in attesa di un altro sogno, il Col di Lana, da fare due giorni dopo. La giornata splendida ci convince però ad anticipare l’escursione programmata in seguito: andare fin lassù e non trovare condizioni ideali sarebbe un peccato e allora, al bivio del passo Falzarego a Caprile si svolta per la nuova destinazione.
Eccoci quindi al castello di
Andrai, in partenza I primi 50 minuti non presentano difficoltà. La pista è tracciata e in molti sono passati di lì pressando bene la neve. Lo scenario è fantastico; i Set Sass (sette roccie caratteristiche) sono inconfondibili nell'azzurro del cielo e il bianco della neve è l'altro colore dominante. La seconda ora è più impegnativa. Ora la pista è meno battuta (i più si sono fermati dopo un ora di strada e senza racchette da neve sprofondo spesso ben oltre il ginocchio. Ma si va avanti.
In alto la neve sembra meno
abbondante perchè il vento l' ha spazzata via e se raggiungiamo la sella
forse...
Scendiamo un pò e poi
seguiamo un sentiero attrezzato che riporta in alto.
Il Sole ci abbandona
poco prima della meta e i colori che compaiono dalla parte opposta al tramonto
della nostra stella sono più intensi del solito.
La corda in molti punti è sepolta dalla neve. L'ultimo pezzo è molto ripido ma breve e alle 16.50 siamo sul Col di Lana. Tira un vento boia. Un altra grande croce ci attende insieme a una chiesetta e a un mai troppo benedetto bivacco in cui ci rifugiamo. Dalla finestra ammiriamo il tramonto di Venere. In cielo una falce di Luna ancora molto alta, poi Marte ormai non più luminosissimo e le solite Capella, Vega, Altair, Deneb, Betelgeuse, compagne di molti viaggi. Stiamo su un ora e venti e alle 18.10 cominciamo la discesa, non prima di aver pregato alla chiesetta per i molti ragazzi morti quassù, vittime della solita imbecillità umana. Bisogna prestare attenzione perchè siamo in cresta. Una flebile luce lunare ci aiuta, ma di più le nostre pile frontali. Ripercorriamo i passi dell'andata e in tre ore siamo alla macchina. Anche questa è fatta! |
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